Vetrine Vicenza oro

Prepararsi alla fiera più cool dell’anno, Vicenza oro

Prepararsi alla fiera più cool dell’anno, Vicenza oro

Manca poco ormai all’inizio di Vicenzaoro January, l’evento più cool dell’anno.

Fiera Vicenza oroOggi sono in laboratorio ed ho ancora molto lavoro da finire,  ma con la testa sono già in viaggio, un po’ come ci sentivamo gli ultimi di giorni di scuola. Continuavamo ad andarci, ma pensavamo già alle vacanze, al mare e a dormire fino a tardi. 

Questo appuntamento è un il più importante per i professionisti del settore, un must. Il freddo centro fieristico di Vicenza si scalda trasformandosi in un vero e proprio tempio del lusso, dell’eleganza,  della moda, dello stile e dell’opulenza. 

Come posso perdermelo 🙂

Si perché VICENZAORO January è la prima manifestazione del calendario fieristico internazionale, è collocata nel momento perfetto per anticipare tutti i principali trend del gioiello.

In più è in contemporanea con T-Gold, la più importante vetrina espositiva in ambito di macchinari e l’alta tecnologia per la lavorazione dei gioielli.

Per farvi avere un’idea più chiara del prestigio e del ruolo che riveste questa mostra ripercorriamo brevemente la sua storia.

Storia della fiera

Il centro fieristico di Vicenza fu fondato da Gaetano Marzotto nel 1948, con l’idea di promuovere e rilanciare le attività commerciali locali. Riscosse già da subito un grande successo così da diventare un grandissimo evento popolare.

La famiglia Marzotto ha portato avanti l’amministrazione fino ad oggi, portandolo a diventare il polo fieristico più importante per il settore dell’oreficeria a livello MONDIALE. 

Nel marzo 2013 la Fiera di Vicenza, con il supporto della Confederazione Mondiale della Gioielleria, ha ricevuto l’accreditamento presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

È la prima volta che le Nazioni Unite riconoscono che un’organizzazione fieristica contribuisce direttamente alle “politiche etiche, dell’ambiente e della responsabilità sociale delle imprese”.

Già questo potrebbe bastare a comprendere l’importanza di questa manifestazione. 

Considerate che saranno presenti oltre 1.500 brand da 30 Paesi, più di 500 hosted buyers, 800 Golden Buyers, opinion leader e trend setter da tutto il mondo e visitatori da 120 Paesi. 

Potrete ben capire che avere accesso in questo luogo è fondamentale per stringere rapporti con mercati esteri, è un luogo di eccellenza per sviluppare affari e soprattutto osservare le ultime tendenze di fatto di stili e design.

Ho deciso che andrò di sabato, spero di non trovare tutta la confusione dell’ultima volta a Settembre.

Sono stata di lunedì,  una partenza per niente strategica considerando che è il giorno di riposo per tutti gli orafi.  Ho incontrato un mare di gente, code chilometriche all’ingresso.

 Vi chiederete, ma come a Settembre??? Non era a Gennaio?!

Vetrine Vicenza oroLa mostra in realtà si propone in tre momenti dell’anno : Vicenzaoro First a gennaio, Choice a giugno e Charm a settembre. Ognuna con tre obiettivi diversi: aprire l’anno, verificare le tendenze della moda e del mercato ed essere punto di riferimento per i punti vendita in vista del periodo delle festività natalizie.

Ogni volta parto sempre con ottimi propositi. Vorrei svegliarmi presto ( lo ripeto invano ogni volta ) per evitare file e gustarmi in santa pace le esposizioni più interessanti.

La fiera è gigantesca, girarla tutta in lungo e in largo in una sola giornata è impossibile per cui dovrò studiarmi un po’ la mappa e segnarmi tutte le vetrine che non voglio farmi sfuggire. Si fanno i km nei padiglioni per cui ahimè dovrò necessariamente abbandonare i tacchi, ogni scusa è buona per non metterli.  😉 

E allora partiamooo !!!

Gemmologa in miniera

Viaggio in Sudafrica nella più grande miniera di diamanti grezzi

Il mio viaggio in Sudafrica nella più grande miniera di diamanti grezzi

In questo viaggio ti porto all’interno della miniera più figa dell’Africa, ti farò vedere l’esterno e la parte interna. Ti racconterò un pezzetto della magia del Sudafrica.

E per ultimo alcune considerazioni sulla bellezza di queste pietre rispetto alla bigiotteria.

Questa estate invece della solita vacanza al mare, con Daniele il mio ragazzo, abbiamo optato per un viaggio on the road in Sudafrica.

Abbiamo studiato con minuzia ogni particolare: il noleggio auto, i voli interni e gli alberghi dove soggiornare.

Quando si organizza un viaggio dall’altra parte del mondo, molti sono gli aspetti da considerare.

Partiamo per esempio dal clima e dalle temperature.
A Roma questa estate ad agosto erano 40° , sembrava di essere ai tropici. E a Johannesburg?!?

Sapevo che ci saremmo ritrovati in pieno inverno, ma le guide parlavano comunque di temperature piacevoli e miti, consigliando il classico abbigliamento “a cipolla”.

Quando leggi frasi di questo tipo e devi pensare a cosa mettere in valigia, non puoi far altro che portarti dietro quasi tutto l’armadio sfiorando già in partenza il limite massimo dei kg consentiti :).

Il Sudafrica non si trova solamente in un altro emisfero, con stagioni e temperature invertite, ma anche il senso di guida e ovviamente opposto al nostro. Grazie colonizzazione Britannica!!!

Così ci siamo preparati mentalmente immaginando situazioni di guida divertenti, le rotatorie per esempio, l’idea di farle al contrario ci faceva tanto ridere, fino a che non siamo atterrati all’aeroporto di Johannesburg. Eh sì perché una volta atterrati, con le chiavi dell’auto in mano, diciamo che ridevamo molto meno.

Miniera scavatori

Dopo i primi tentennamenti, i primi sguardi un po’ disorientati, sapevamo già cosa fare: attivare il navigatore e raggiungere la nostra prima destinazione, la Cullinan Diamond Mine, uno dei giacimenti di kimberlite più grandi e produttivi del mondo.

Parte del mio lavoro è basato sull’analisi di diamanti tagliati, pronti ad essere incastonati in qualche meraviglioso gioiello.

Nel mio percorso di studi mi sono occupata anche del riconoscimento e della classificazione del diamante grezzo, ho esaminato i metodi estrattivi e le miniere più importanti esistenti al mondo.

Capirete da soli che trovarmi in Sudafrica senza visitare Cullinan sarebbe stato un po’ come se Carrie Bradshaw passasse davanti ad un negozio di Jimmy Choo senza guardare nemmeno la vetrina. Impossibile anche solo da pensare.

Abbiamo impiegato circa un’oretta e mezza dall’aeroporto, devo dire che le strade sono molto comode, basta poco per abituarsi al diverso lato di guida. Arriviamo in questo piccolo villaggio, anch’esso chiamato Cullinan e ai lati della strada scorgiamo già i primi segnali turistici.

Scavi miniera

Non sto nella pelle, da questa miniera sono stati estratti i diamanti più grandi mai trovati al mondo.

Il diamante Cullinan, (da cui prende il nome la miniera ed il villaggio che la ospita) è il più grande diamante grezzo di qualità gemmologica mai ritrovato, con un peso di 3106,75 carati, pari a 621,35 g, grande quanto un pugno chiuso per intenderci. Fu rinvenuto nel 1905 e prese il nome dall’allora proprietario della miniera Sir. Thomas Cullinan.

Alla biglietteria ci dicono che si può scegliere se effettuare un tour con la jeep o a piedi, noi abbiamo optato per quest’ultimo.
Una breve spiegazione iniziale ci introduce la storia dell’attività minieraria, avviata nel 1890 da un piccolo investitore olandese di nome Henry Ward, rilevata successivamente dalla celebre compagnia De Beers e ceduta infine nel 2008 all’attuale compagnia proprietaria Petra Diamonds.

Nel 2014 la Cullinan Diamond Mine è tornata a far parlare di sé per un’altra scoperta favolosa, il ritrovamento di uno diamanti blu più grandi del mondo, una pietra dal peso di quasi 30 carati e, secondo approssimative stime, dal valore di 20 milioni di dollari.

Dentro la miniera di diamanti foto e descrizione

Dopo queste informazioni scolastiche, ci introduciamo nella zona dei “non addetti ai lavori”.

Appena superato il cancello di ingresso veniamo catapultati all’interno del cantiere, ci sono strutture molto alte e sofisticati macchinari di perforazione, trivelle che riescono a raggiungere decine di metri di profondità.

Passiamo quindi alla parte più affascinante di tutta la visita: la “voragine” più profonda di tutto il Sudafrica (quasi 200 metri), con un’estensione di quasi 400 km².

Questo “buco nero” altro non è che una cava a fossa con una coltivazione tipica ad imbuto. L’estrazione delle rocce e di conseguenza dei nostri amati diamanti procede dalla superficie fino ad arrivare in profondità.

Dalla posizione in cui eravamo potevamo osservare tutta la stratigrafia del sottosuolo tipica del terreno Africano.

Quella che vedete in foto qui sotto è una roccia vulcanica chiamata Kimberlite.

Kimberlite pietraIl suo aspetto, per un occhio profano del settore, non è molto diverso da una qualsiasi altra pietra trovata per strada.

In realtà è rara ed è davvero molto ricercata, in quanto al suo interno è possibile ritrovare diamanti. A livello morfologico è una roccia dura, irregolare e più si va in profondità più essa assume un colore bluastro, proprio come questa che vi ho mostrato.

Una volta trovata, la Kimberlite viene sottoposta a tre fasi di lavorazione.

  1. La frantumazione, dove la roccia viene messa in un’enorme centrifuga e viene vagliata in parti più piccole.
  2. Il lavaggio dove le parti più piccole di Kimberlite vengono inondate dall’acqua per separare gli elementi più pesanti dai più leggeri (i diamanti sono più pesanti rispetto agli altri minerali e agli altri frammenti di roccia 
  3. Separazione del diamante dal residuo, tramite il grease belt, un convogliatore ingrassato che attrae il diamante rimanendoci attaccato.

Questi erano aspetti tecnici che già conoscevo, ma vederli nella miniera più famosa al mondo è stata un’esperienza meravigliosa.

All’interno di Cullinan mine e possibile anche visitare una sezione dove sono state ricreati dei finti grezzi identici a quelli ritrovati.

Diciamoci la verità, in questa sala Daniele mi ha palesemente espresso forti perplessità, ed effettivamente avrebbero potuto allestire il tutto in modo più accurato. Devo ammettere pero che vedere la mole delle pietre grezze ritrovate serve ai visitatori a far capire in modo concreto il lavoro che viene svolto ancora oggi quotidianamente.

Alla fine arriviamo all’aspetto meno tecnico e sicuramente più interessante per ogni donna, la gioielleria.

In un edificio posto prima dell’uscita, invece del solito negozietto di souvenir, hanno pensato bene di allestire una boutique con diamanti da lì estratti.

Eleganza e gusto sono elementi predominanti in questa sala. Alle pareti una foto della regina Elisabetta ci ricorda che dal taglio del diamante Cullinan (il più grande grezzo mai ritrovato al mondo), furono tagliati 105 diamanti di varie fogge, impiegati per la realizzazione dei gioielli della Corona Britannica.

Sono rimasta incantata e credo di essermi trattenuta più in questa sala che in tutte le altre. Cerco Daniele con lo sguardo e per un attimo ho sperato che un colpo di pazzia l’avesse travolto spingendolo ad acquistare per me qualche “souvenir”. Con amarezza lo scorgo già fuori dalla porta ad aspettarmi, pronto per la prossima tappa :).

Considerazioni finali sui diamanti e diamanti grezzi

Il miracolo del diamante

Ogni diamante ha una sua storia, impiega millenni di pressione e calore particolare, solo rarissimamente si crea questo miracolo dell’universo.

Come la nascita di un figlio il diamante nasce e da carbonio diviene la pietra più bella del modo.

Il diamante grezzo estratto viene sapientemente tagliato per massimizzare la bellezza e diffondere al meglio la luce.

Nulla di ciò è paragonabile ad una pietra sintetica. La differenza è come quella tra una bellissima donna e un banale manichino.

Mi batto da anni per riportare l’interesse verso la vera bellezza, quella autentica. Contro l’abuso della bigiotteria usata impropriamente e pagata in proporzione una follia.

Cosa scegliere

Se l’amore è vero, il regalo deve essere vero.  

Scegli un gioiello in oro o argento, negli ancora se con pietre preziose. 

Hai un gioiello che vuoi vendere? 

Vuoi comprare un diamante o gioiello di lusso?

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Anello con diamante brillante

Come i gioielli parlano di te, l’eloquenza del gioiello

Come i gioielli parlano di te, l’eloquenza del gioiello

I gioielli parlano di te della tua personalità e dei tuoi gusti da qui l’eloquenza del gioiello.

La mia passione più grande è l’amore per l’arte e per tutto ciò che orbita intorno alla bellezza, all’eleganza e al fascino.

Che cosa è un gioiello?

Il gioiello è una meravigliosa forma d’arte che riesce a trasmettere tantissimo già da subito, ad impatto diretto.

Voglio dire, già da subito riusciamo a individuare tantissime informazioni attraverso i gioielli che una persona indossa.

Riusciamo a capire se ha un carattere eccentrico, se gli piace stare al centro dell’attenzione essere guardata o se invece preferisce confondersi tra la folla e magari cerca di non farsi notare.

Il gioiello non è solo un vezzo, un oggetto volto ad abbellire è molto di più

Anello con diamante brillanteBasta pensarci un attimo più a fondo per rendersi conto che può essere tra le forme comunicative più incantevoli e poetiche che possono essere adottate.

Se facessimo il gioco delle associazioni, basterebbe poco per capire come certi collegamenti mentali sono così radicati dentro nella nostra mente da divenire totalmente automatici.

Faccio un esempio che è lampante: qual è la prima parola che vi viene in mente se pronuncio la parola anello?

Almeno 8 persone su 10 risponderebbero fidanzamento.

L’anello è l’emblema per antonomasia dell’unione è un pegno d’amore, una promessa di matrimonio, un oggetto che lega e tiene unite due persone.

Beh si questo lo sappiamo, cioè per forza di cose è una nozione che abbiamo tutti, ma il perché ve lo siete mai chiesto? Perché non un bracciale o qualche altro oggetto?

Ed è sempre stato così o solo recentemente?

Grazie al mio lavoro, vedo anelli ed analizzo diamanti tutti i giorni e queste domande me le sono fatte fin da subito, così sono andata a fare delle ricerche in merito alla storia e alla simbologia.

Ho scoperto che in passato, in molte civiltà, gli aspiranti fidanzati offrivano una mela alla ragazza scelta come dichiarazione d’amore, ma già con gli egizi nasce la tradizione dell’anello di fidanzamento.

Esso veniva infatti regalato alla donna in segno di fiducia e rispetto, un modo per dire che veniva considerata una persona su cui poter contare e con cui quindi potersi sposare e creare una famiglia.

Con i Romani invece il significato dell’anello di fidanzamento diventa quello che simboleggia oggi per noi.

In quell’epoca venivano regalati addirittura due anelli alla sposa, uno in ferro da portare in casa e un altro in oro invece da mostrare in pubblico.

Entrambi però rappresentavano un dono e un pegno d’amore dell’uomo verso la propria sposa.

L’idea di introdurre anelli con diamanti risale al 1477, quando all’Arciduca Massimiliano d’Austria venne in mente di regalarlo alla sposa Maria di Borgogna. Da quel momento divenne simbolo delle classi più elevate, che se lo scambiavano per i loro matrimoni.

Questo è il primo anello di fidanzamento della storia, IL PRIMO.

La linea è minimale, siamo nel 1477 quindi è più che comprensibile, ma ciò che mi ha lasciato basita è che proprio con questo anello che il diamante entra nel mondo della gioielleria femminile.

Ancora oggi ricevere un anello con diamante crea un effetto difficilmente spiegabile a parole. 

Prima il diamante era principalmente indossato da principi monarchi, principi quindi esclusivamente PERSONAGGI MASCHILI.

A nome di tutte le donne non posso che esprimere una grande, ma che dico un’enorme gratitudine all’arciduca Massimiliano d’Austria, perché sì, in fondo è grazie a lui se oggi il diamante è il regalo più ambito di ogni donna.

Come disse Marilyn Monroe “i diamanti sono i migliori amici delle donne

Ad inizio del ‘900, però, l’usanza di regalare un diamante ha subito una forte crisi dovuta principalmente a due fattori: la grande depressione e la seconda guerra mondiale.

Nel 1974, la De Beers (leader mondiale che si occupa del rinvenimento di diamanti) commissionò una campagna pubblicitaria alla U.S. advertising agency N.W. Ayer & Son.

Il risultato fu una trovata di grandissimo successo, resa celebre e immortale dall’intramontabile slogan: «Un diamante è per sempre».

Fu in grado di far risorgere il mercato americano dei diamanti: basta pensare che nel 1939 solo il 10 percento degli anelli avevano diamanti, mentre nel 1990 furono ben l’80 percento.

Ai giorni nostri

Ad oggi regalare un anello con diamante resta un gesto che emoziona e che suggella un momento indimenticabile.

Il gioiello non è un semplice vezzo è molto, molto di più.

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Alba Codi

Chi è Alba Codi

Alba Codi

Sono sempre stata un’amante della bellezza, dell’eleganza e della creatività.
A 18 anni, sono entrata al Museé d’Orsay di Parigi come turista e ne sono uscita un’appassionata di Arte.

Alba CodiD’altra parte, di fronte all’Olympia di Manet chi non rimane folgorato?

Dopo essermi laureate in Storia dell’Arte, ho capito che ammirare le opere, conoscerle, contemplarle non mi era sufficiente, volevo intervenire, volevo farne parte in qualche modo, volevo esserne parte attiva.

Mossa da questa passione sono approdata al mondo del restauro lapideo (delle opere in pietra).

Entusiasta mi sono specializzata ed ho lavorato in tutta Italia, l’idea di spostarmi e di viaggiare nel contempo è stato uno stimolo grandioso.

Il desiderio di approfondire in ogni suo dettaglio le meraviglie che questo mondo ci offre, mi ha guidato nel mondo della bellezza per eccellenza. Dove arte e natura formano un connubio di perfetta armonia, al mondo della gemmologia.

Questo blog vi porterà alla scoperta delle più rare bellezze nel mondo della gioielleria italiana e internazionale, svelerà senza indugi l’inaccessibile mercato delle pietre preziose.

Accompagnatemi nel mio viaggio alla scoperta dei diamanti da sempre i migliori amici di tutte le donne.

Gemmologa certificata IGI Anversa, specializzata in diamanti taglio brillante rotondo, proprietaria di negozi professionisti in oro e gemme, fotografa amatoriale e ricercatrice della bellezza e della raffinatezza, sono la vostra guida perfetta in un mondo tanto antico quanto ancora tutto da scoprire.